L'importanza dello spazio negativo - E_FACTORY
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In quasi ogni tipo di composizione visiva (quadri, foto e simili) c’è un soggetto principale e lo sfondo su cui è raffigurato. La grafica non fa eccezione, spesso vediamo pubblicità di prodotti in primo piano, separati dallo sfondo che di fatto occupa molta più superficie del suo protagionista. Questo tipo di spazio si chiama spazio negativo, proprio perché “vuoto” ed in secondo piano rispetto al soggetto, che rappresenta lo spazio positivo.

Sebbene spesso il centro della composizione sia quest’ultimo, alle volte il rapporto di figura-sfondo non è così scontato, come dimostrano i logo qui sotto, che utilizzano in maniera intelligente lo spazio bianco, andando a sfruttarlo in modo attivo.

Si può notare come nel primo esempio (Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium) le forme dell’albero vadano a formare due silhouette, una di scimmia a sinistra e l’altra di una leonessa a destra. Nel secondo esempio della Formula 1 (progettato da Carter Wong), il numero di fatto non c’è, ma è la forma della F assieme alle linee orizzontali alla fine, a suggerire la sua presenza.

Oltre a questi interessanti effetti lo spazio negativo è anche fondamentale per quanto riguarda i poster e volantini. Poiché serve a separare il messaggio che si vuole comunicare dall’ambiente circostante, dandogli importanza. Questo metodo è stato sfruttato benissimo dalla Volkswagen, nella storica pubblicità “Think small” qui sotto, progettata dall’agenzia Doyle Dane Bernbach (DDB).

La comunicazione visiva perciò, in questo senso, non si differenzia molto dalla musica, dove le forme (spazi positivi) sono le note, e lo spazio vuoto (spazio negativo) le pause. La nostra canzone preferita non sarebbe bella allo stesso modo se tutte le note fossero attaccate, e lo stesso vale per le immagini. L’arte dunque sta nel saper trovare la giusta armonia, che sottolinei al meglio il messaggio che si vuole trasmettere.

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