Smartphone questo… conosciuto: acquisti digitali in crescita - E_FACTORY
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E’ oramai diventato un vero e proprio “prolungamento” del nostro corpo. Quando ce l’hai sei tranquillo, quando ne sei privo, sei spaesato: cos’è? Lo smartphone. 

Esattamente, proprio il cosiddetto “telefono intelligente”, che oramai soddisfa piuttosto altre funzioni più che fungere da “cornetta portatile”, com’era stato concepito decenni orsono. Diciamocelo: in quanti di voi fanno una telefonata? Prima un whatsapp; poi un messaggino di testo. Poi un messaggio su Facebook Messenger o addirittura qualche conversazione criptata su Signal. O, in alternativa, la classica mail: sempre inviata dal telefonino, s’intenda. 

L’avvento dello smartphone ha certamente portato un’aridità dei contatti umani, ma non ci vogliamo soffermare qui su discorsi filosofici: guardiamo invece i trend che ha “imposto”, con il tempo, alla popolazione. Un’interessante analisi di Global Consumer Insight Survey 2020 di PwC, ha infatti confermato quello che è un dato in crescita: il commercio elettronico è esploso e lo smartphone è diventato lo strumento preferito per effettuare degli acquisti. 

Addirittura, oramai la moda è spesso quella di “provare offline, acquistare online”: suvvia, chi di voi non l’ha mai fatto? Vado in un negozio, provo un capo di abbigliamento o un paio di scarpe che mi piace… controllo il prezzo e poi, via sul telefonino a consultare i vari portali di vendita online per trovare il prezzo più vantaggioso. Il lockdown e le restrizioni varie hanno portato a un’esasperazione dell’acquisto online e le aziende stesse hanno cercato di mettersi “in linea” con questo tipo di mercato: un dato su tutti? Il 33% dei consumatori, anche per gli acquisti ogni giorno, utilizza il telefonino. 

Come diciamo sempre noi, “maneggiare con cautela”: chiaramente, la digitalizzazione va sempre più avanti ed il telefonino diventerà sempre più un’appendice del nostro corpo e un compagno quotidiano delle nostre necessità principali. L’importante è riuscire a usarlo nella maniera più “smart” (appunto…) possibile, sfruttandone le potenzialità ma al tempo stesso non dimenticandoci che siamo fatti di relazioni umane e che dietro a queste tecnologie ci sono comunque delle macchine, create da noi… noi umani.